domenica, 30 dicembre 2007
Sono sola in casa, sto ascoltando, a volume piuttosto alto (spero che i miei vicini siano fuori), un cd dei "MUSE". Una meraviglia, musica che alterna passi forti, ritmati, coinvolgenti, a pezzi lievi, dolci, melodici. Musica che ti entra dentro e ti fa venir voglia di vita, di emozioni, di cambiamenti. Una voce dal tono alto, a volte di testa, pungente, quasi elettrica. Una voce unica, difficile da trovare e da dimenticare. Che improvvisamente si trasforma in un sussurro lieve e romantico, in una melodia leggera. Strumenti moderni, elettronici, chitarre dal suono penetrante, che pare possano spezzarsi, interrotte improvvisamente dalle note inconfondibili di un pianoforte che, da protagonista, ruba la scena e invade gli spazi. Musica da giovani, mi è stato detto. Ma la musica, fortunatamente, è per tutti, indipendentemente dall'età.
venerdì, 28 dicembre 2007
Un vecchio amico, dopo mesi è riapparso. Chi lo immaginava? Una telefonata, un augurio, voglia di risentire la mia voce. Che strano, pensavo fosse sparito dalla mia vita, l'avevo ormai cancellato dai pensieri, dai contatti, dai ricordi. Cerco di staccare da me il passato, di crearmi attorno un recinto protettivo, allontano tutto e tutti per imparare a star bene con me stessa, per conoscermi, per crescere, senza nessuno che influenzi questa mia ricerca....
Che faccio, lo rivedo?
E' tutto così difficile.....
martedì, 25 dicembre 2007
Quanta gente per le strade, negozi pieni, buste colorate, pacchi dorati, vetrine luccicanti, vie addobbate, luci, canti, concerti natalizi, gente eccitata, bimbi felici. Carrelli colmi di cibi costosi, cene, pranzi, inviti a cui non si può rifiutare, profumi di festa, scambi di auguri con abbracci e baci. In questi giorni ho lavorato in un'enoteca, ho confezionato cesti, scatole, bauletti, ho maneggiato nastri di mille colori, fiori secchi, decori ricchi di riflessi cangianti. Centinaia di bottiglie di champagne sono passate dalle mie mani per essere confezionate e donate. Non riuscivo a non pensare a quanta gente desidera con smania una bottiglia di acqua, non capivo questo spreco di denaro. Come sempre in questi giorni sono contenta di essere con i miei figli, sono serena con loro, anche se in fondo al mio cuore c'è sempre quella vena di tristezza, non riesco a non "sentire" la presenza di tutte le persone sole, tristi, infelici che, intorno a noi, vivono questi giorni sentendosi ancora peggio, tra gente che parla di amore, di bontà e che non vede ciò che dovrebbe vedere, sorda e cieca, troppo presa a soddisfare desideri spesso inutili ed eccessivi.
lunedì, 24 dicembre 2007
"Cerco solo di capire perché fa così tanto male amare"...
Ho letto proprio ora queste parole in uno dei post di un blog che ho trovato gironzolando su Splinder. Mi si è aperta la mente, eccolo qui il segreto, basta non amare, ed il gioco è fatto.
domenica, 23 dicembre 2007
Sei seduto di fronte a me, sicuro, forte nelle tue certezze, parli di te, delle tue convinzioni, dei tuoi pensieri, della tua vita, di cosa ti aspetti ancora dai tuoi giorni futuri quasi fossero già decisi, incanalati, pianificati.
Io, con i miei dubbi, ti osservo, cerco di capire, vorrei poter vedere oltre, non riesco a vincere i miei timori, qualcosa non mi convince.
E' sempre quell' antica diffidenza, quell'amarezza, quella paura ormai radicata dentro di me che riaffiora, ormai compagna di tutti i miei giorni. E, come sempre, mi blocco, non riesco a lasciarmi andare, non mi fido, come un riccio mi chiudo ancora.
venerdì, 14 dicembre 2007
Un filo sottile che ti entra dentro, ti pervade, si infila nella mente e cerca di possederla. Una lotta continua, un continuo opporsi, ribellioni forti, non voler cedere, non farsi possedere. Circondarsi di gente, colleghi, conoscenti, musica, tv, chiacchiere scherzose, poco importanti. Lavorare, programmare, organizzare. Crollare poi la sera, esausti, addormentarsi di colpo fino al mattino seguente, per poi riprendere in mano una nuova giornata uguale alla precedente. Non fermarsi mai, correre con il tempo, i giorni, le ore, la vita. Sabbia che scivola tra le mani inutilmente chiuse, inesorabilmente, velocemente. Un senso di angoscia che, più o meno lieve, è sempre li, in fondo, che, paziente, attende.....