giovedì, 28 febbraio 2008
FRANCESCO E SALVATORE.....

DICONO CHE DIO ESISTE..
DOV'ERA?
DOV'E'?
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sabato, 23 febbraio 2008
Mi chiedo cos'è che fa preferire la solitudine. Conoscere centinaia di persone, uscire e salutare tutti, scambiare battute, scherzare, sorridere. Ma non aver amici, rinchiudersi in casa e non ricevere, non far visita a nessuno. Tv, radio, internet, libri, musica, passatempi vari, pensieri... Pigrizia, diffidenza, paura? Sentir che manca qualcosa ma non far nulla per cercare ciò che potrebbe chiudere questo puzzle di incompletezza. Desiderare qualcosa, qualcuno, ma nello stesso tempo amare la propria solitudine, pur sapendo che non è così che si vorrebbe vivere...
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venerdì, 22 febbraio 2008
L'aspetto più drammatico della vecchiaia non è la decadenza fisica, ma l'impossibilità di un progetto di vita. Esistenziale, sentimentale, professionale. Manca il tempo, manca il futuro. Manca la speranza. Sorella morte ha già alzato la sua falce. E' vero che si può morire a qualsiasi età, anche a vent'anni, e che la morte è certa. Ma una cosa è immaginarla in un futuro indefinito, altra è quando ti cammina a fianco. Una cosa è se si tratta di una certezza lontana, remota, altra è se sai che sei al finale di partita. E che non ci saranno supplementari.

RAGAZZO  -  Massimo Fini
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martedì, 19 febbraio 2008
I figli iniziano amando i loro genitori
in seguito li giudicano
raramente
se non mai
li perdonano.
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domenica, 17 febbraio 2008
Aveva violentato tre bambine, non imprigionato ora lo ha rifatto: ha violentato una piccolina di quattro anni. Un albanese mi ha detto: "Al mio paese non l'avrebbe rifatto". Ma l'Italia è davvero il paese dove la giustizia, oltre al rilento, non protegge nemmeno i più deboli ed indifesi?
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venerdì, 15 febbraio 2008
SAN FAUSTINO

FESTA DEI SINGLE

UNA CURIOSITA': IL REGALO, A CHI LO SI FA?

15 febbraio
Oggi grande festa a Brescia, San Faustino, patrono della città. L'idea di dedicare questa giornata ai single è nata proprio a Brescia Questa sera serata con Fausto Leali, bresciano, che festeggia il suo onomastico in compagnia dei suoi conterranei. Sicuramente sarà una bella serata, accompagnata dalla sua voce calda e roca che merita di venir ascoltata e applaudita..

16 febbraio
L'ho visto, ascoltato le sue splendide canzoni, rigorosamente tutte dal vivo, apprezzato la voce forte e graffiante. Mi è piaciuto molto anche se, secondo me, dovrebbe limitarsi a cantare. Come oratore è stato piuttosto deludente e penoso.
Mi è apparso un piccolo uomo, solo voce...

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giovedì, 14 febbraio 2008
..ODDIO....

SAN VALENTINO !!
postato da: mtm alle ore 10:43 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 12 febbraio 2008
Marina era entrata in casa ed aveva consegnato i soldi alla madre: "Allora, ti ha pagato? Sei contenta?" La ragazzina fece un cenno con il capo come a dire che, sì, l'aveva pagata e sì, era contenta. Poi uscì, si sedette sul dondolo sotto il porticato e cercò di pensare a qualcosa, qualsiasi cosa che non fosse "quella". Invece il pensiero tornava sempre in quella casa, in quella stanza.
 
Aveva frequentato la seconda media, tra un mese avrebbe iniziato la terza ed aveva voluto lavorare quel mese e mezzo per provare, per vedere com'era, per guadagnare qualcosa da dare in casa.
Quello era il suo primo stipendio, pochi soldi, del resto non era pratica del lavoro, aveva solamente fatto qualcosa, una mano in più a disposizione delle ragazze più grandi, più esperte.
Il giorno precedente il titolare aveva pagato tutte, ultimo giorno di lavoro prima delle ferie. Tutte ma non lei, i soldi erano finiti, non erano bastati. Le aveva perciò detto di tornare il giorno seguente che avrebbe provveduto a dare lo stipendio anche a lei.
Quella mattina Marina si era alzata contenta, in bicicletta si era recata nel piccolo calzaturificio dove, con altre cinque ragazze, aveva lavorato durante le vacanze estive. Era curiosa di sapere quanto l'avrebbe pagata, orgogliosa di mostrare a sua madre il suo primo stipendio.
Quando entrò, nel piccolo capannone non c'era nessuno. Aspettò un po', poi, spazientita, provò a chiamare. Sentì la voce del titolare che la invitava a salire in casa, al piano superiore, che i soldi erano li. Lei, svelta, salì.
Era sicura, tranquilla, lui non poteva essere interessato ad una ragazzina di tredici anni, lui, un uomo quasi vecchio, trentacinque, quarant'anni. E poi, era il "padrone", non si sarebbe sicuramente degnato di guardarla, non l'avrebbe quasi vista, lui, un uomo importante, realizzato, "un uomo". Lei, una bambina che voleva sentirsi grande ma che sicuramente lui vedeva ancora come una mocciosetta, non certo bella come le altre ragazze, o come la moglie, al mare con il bambino.
Le diede i soldi, le sorrise, era gentile, chiese se aveva sete, se andava tutto bene, se si voleva fermare un po' con lui.
Marina rispose che doveva andare, la mamma la stava aspettando a casa, ringraziò e fece per uscire.
Sentì due braccia che la presero da dietro, due mani che cercavano di accarezzare, di toccare, una voce bassa e roca che le parlava vicino all'orecchio mentre piccoli baci le sfioravano il collo.
Si irrigidì spaventata: "Ma come, che sta facendo, cosa vuole, ho fatto qualcosa di sbagliato? "pensava.
"Dai, fermati un po' con me, vedrai che ti piacerà, non ti faccio niente, non aver paura, mi sento solo, fammi un po' compagnia".
Marina era spaventata, preoccupata, temeva di commettere errori. Cercava di liberarsi dalla stretta ma lui la trascinava verso la camera da letto, insistente, non voleva essere violento, cercava di convincerla.
Lei avrebbe voluto tirargli i soldi in faccia, li aveva ancora in mano, stretti, stropicciati, pareva scottassero. Ma poi che avrebbe detto alla mamma se fosse tornata senza soldi?
Erano ai piedi del letto quando a lei venne in mente di dire che se non fosse tornata subito a casa la mamma avrebbe mandato il fratello più grande a cercarla.
L'uomo ebbe un attimo di esitazione, sufficiente per lei che, con uno strattone, riuscì a sfuggire da quell'abbraccio e ad avvicinarsi al portoncino d'entrata. Con un balzo lui la raggiunse, le prese un polso, lo stringeva, le faceva male, cercava di trattenerla ma la porta era ormai aperta, lei era fuori, pronta ad urlare, se necessario.
Tentò allora, sorridendo, di convincerla a rientrare, voleva scusarsi con lei, spiegare, non le avrebbe fatto nulla, del resto era solo una bambina, no? Avrebbe potuto essere suo padre, che aveva capito?
Per una frazione di secondo gli credette, che bello, si sarebbe scusato con lei, si era reso conto di aver sbagliato.
Il dubbio la fece scappar via, veloce, a casa, al sicuro.
 
Marina si dondolava piano sul dondolo che cigolava, non voleva farsi sentire, forse non avrebbero fatto caso a lei.
La mamma avrebbe notato che c'era qualcosa di strano in lei, che non parlava, che era triste, che aveva brutti pensieri, che era stranamente silenziosa?
"Per favore mamma, chiedimi cosa c'è che non va, perché non parlo, perché non sono felice nonostante il mio primo stipendio. Ti prego mamma, fammi parlare, voglio parlare, raccontarti tutto, ma da sola non ci riesco, mi vergogno, vieni qui, siediti vicina e guardami".
Gli occhi tristi, le mani nervose che tormentavano quelle unghie già rosicchiate fino alla radice, l'angoscia che saliva e soffocava le parole che morivano dentro di lei, le lacrime che ricacciava insieme a parole che per molti anni non sarebbe riuscita a dire.
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lunedì, 11 febbraio 2008
Premio D eci e lode

Che cos'è?
"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.

Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!) sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:
- esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto; è un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
- linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
- se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;
- inserire questo regolamento;
- premiare almeno un blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

Ok, questa era la parte tecnica, ora quella personale. Elisa chetusiapermeilcervello.splinder.com mi ha scelta, ha voluto premiarmi, si è ricordata di me. Sinceramente non credo di meritare questo, ci sono molti blog più belli ed interessanti del mio. Comunque, a parte questo, non posso che essere felice e lusingata di questo, inaspettato, regalo.

Elisa, nonostante la sua giovane età, è stata una delle poche persone che mi hanno capita, ha saputo leggere tra le righe, non è scappata via per qualcosa di non detto, o di non taciuto. Grazie Elisa, di cuore..

Ora scelgo chi, con il suo blog, mi regala emozioni, mi porta a riflessioni, mi aiuta a capire il tempo, il valore dei giorni, mi fa compagnia nel cammino che sto compiendo. Ed anche, qualche volta, mi ruba un sorriso.


  blueriver.splinder.com

Trovo sia un blog molto interessante, spazia da un argomento all'altro, si legge d'un fiato, centra sempre il punto e lascia un segno. Informazione, attualità ,  precisione. A seconda dell'argomento trattato mostra decisione, chiarezza, sensibilità, partecipazione. Un blog che lascia intuire di aver ancora molto da dire. Grazie Massimo, sei uno dei miei preferiti.

lorsoelettrico.splinder.com

Simpatia, buonumore, intelligente ironia, mai ripetitivo, mai noioso, con la capacità di strappare un sorriso e far tornare il buonumore anche nei giorni più grigi. Complimenti Federico, sei un orso veramente insostituibile.

thenovecentospost.com

Bellissimo blog, parole chiare, dirette, argomenti sempre molto interessanti,  vari, che spaziano  a 360 gradi. Veramente meritevole di segnalazione, da non perdere, aprirlo è sempre una sorpresa, per me.

delon.splinder.com

Uno scrittore a portata di mouse, racconti, romanzi, scritti che ti afferrano e non ti lasciano, fino alla fine. Parole che contengono ciò che si vorrebbe sentire, immaginare, pensare, trovare in un libro. Un appuntamento alla lettura anche per chi, a volte, non trova il tempo, o la voglia, preso da mille priorità. Un uomo che, silenziosamente, entra nella mia casa, lascia una pagina e se ne va.

psychoanalysis.splinder.com

Psicoterapeuta, medico chirurgo.
Spiegare la vita, i sentimenti, le emozioni, le reazioni. Capire una donna, star dalla sua parte, comprendere le sue fragilità, le sue gioie, i suoi dolori, la sua forza. Un uomo, "un maschio", può entrare nell'universo di una donna? Lui si, lui lo può fare, lui lo fa e riesce a far sentire meno lontani questi mondi che, spesse volte, pur attraendosi, sono tanto distanti uno dall'altro. Blog, a mio parere, da non perdere, perché curato da una persona professionalmente "umana".

postato da: mtm alle ore 21:42 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 09 febbraio 2008
WOW...questa mattina ho ricevuta la mia diecimillesima visita. Forse non sarà una cosa importante ma devo ammettere che fa un certo effetto. Il mio visitatore, anzi visitatrice, è una nuova amica, ha trovato e letto il mio blog per la prima volta, e fa un lavoro piuttosto insolito per una donna:
LA CAMIONISTA !
Bene, sono contenta di questo. Forza donne, dimostriamo che possiamo, se vogliamo, arrivare dappertutto. Io  sono negata per la guida perché ho problemi con l'orientamento, insomma, mi perdo facilmente; peccato perché mi piacerebbe molto viaggiare, prendere la mia macchinetta e girare l'Italia, anche da sola, perché no?
Ora, orgogliosa di aver raggiunto i diecimila (manco fossi Messner), auguro a tutti un buon fine settimana.
Scordavo: grazie, di cuore, siete diventati importanti, il mio appuntamento quotidiano.
Mary
postato da: mtm alle ore 10:57 | Permalink | commenti (6)
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