Ieri sono stata a trovare Elisa, sembrava tutto come sempre. Quando ha sollevato le maniche della camicia per lavare un bicchiere, ho notato un enorme livido sul suo braccio. L'ho guardata con sguardo interrogativo, anche se un dubbio che non volevo considerare mi ha sfiorato. Alla mia domanda lei ha abbassato gli occhi ed ha ammesso che sì, è stato lui, Maurizio. Il sangue mi è salito alla testa, vecchi ricordi faticosamente allontanati sono velocemente riaffiorati, un odio represso si è riaffacciato dentro me. Se penso che solo una settimana fa ero a cena con loro, che venerdì pomeriggio gli ho dato un bacio sulla guancia salutandolo, che rabbia, che schifo. "Non è colpa sua" ha detto "era in preda a psicofarmaci che prende per dormire, anzichè mezza pastiglia ne ha prese due, aveva bevuto coca-cola, preso integratori energetici, insomma una miscela esplosiva. Senza rendersi conto di nulla mi ha picchiata, ero spaventatissima, non riuscivo a calmarlo. Il giorno dopo non ricordava nulla, non sapeva nulla". Ma chi ci crede? Storia vecchia, vista e rivista, lui che perde il controllo, guarda caso con qualcuno più debole, mai con uno più grosso, e lei che lo scusa. Poi cerca di non pensare, di convincersi che non accadrà più, di non sentire che dentro qualcosa sta lentamente morendo, verso di lui, verso gli uomini, verso se stessa, verso la vita.






