Stasera mi ha telefonato Roberto, lo conosco da poco, ci siamo incontrati casualmente, in un locale, qualche mese fa. E' nata una simpatia, semplice e spontanea, un'amicizia. Vive solo, ha una figlia, una bambina che vede regolarmente ed alla quale è molto legato. Lavora, dedica buona parte del suo tempo alla Croce Rossa come volontario, esce con l'ambulanza nei casi di emergenza. Persona semplice, tranquilla, vive serenamente il suo tempo, a volte si sente un po' solo ma cerca di accettare la quotidianità con naturalezza. Che dire di lui, un uomo dei nostri tempi, molti come lui, così diversi dai nostri padri, situazioni famigliari inimmaginabili solo qualche anno fa. Uomini che si trovano, dall'oggi al domani, catapultati in vite diverse, padri a giorni alterni, i figli oggi a me, domani a te. Le famiglie si dividono, non vi sono più certezze, tutto è così fragile, delicato, insicuro. E loro, questi uomini improvvisamente soli, che devono ricominciare una nuova vita, single per decisioni altrui, si ritrovano così, spaesati, dovendo ricominciare tutto da zero, una vita da reinventare, il tempo da riorganizzare, i giorni, le serate, le domeniche, tutto da reimpostare. Spaesati, mortificati, amareggiati, un senso di fallimento che a volte li assale, pensieri da allontanare, ricordi che a volte bruciano, desideri da soffocare. Che dire a questi uomini un po' delusi dall'universo femminile? Noi donne, con il nostro innato istinto femminile, a volte poco materno, cosa possiamo fare per aiutarli, quando devono subire e sopportare le conseguenze di decisioni prese da compagne capricciose che non sanno amare fino in fondo, che buttano all'aria una storia importante, che annullano un sentimento, che distruggono un matrimonio ed una famiglia?