sabato, 31 maggio 2008

Mio figlio...Io gli ho dato...Io gli ho fatto...Gli ho permesso...Gli ho insegnato...Con tutto quello che ho fatto per lui...Questo è il ringraziamento...Non era questo che mi aspettavo da lui...Ahh, i figli...Non è mai contento...Come fa a non capire?

Quando capiranno i genitori che i figli non sono proprietà, che sono diversi da come li pensavamo, che sono persone, uniche, proprie, non plasmabili? Che devono avere una vita libera nella quale non si deve prepotentemente interferire? Genitori delusi, amareggiati, disturbati perché i figli non sono come loro li avrebbero voluti. Assurdo! Ho trovato un vecchio ritaglio di giornale che avevo conservato perché mi aveva particolarmente colpito, parla appunto di un figlio...

"Nei giorni scorsi la famiglia di Stefano ha fatto affliggere un manifesto di ringraziamento per quanti sono stati loro vicini. Un annuncio un po' speciale quello che gli attecchini hanno incollato da Brescia al Trentino: oltre alla solita frase di circostanza, infatti, anche il dramma di un padre che ha visto suo figlio morire non ancora ventenne:

"Se avete un figlio o più, ricordatevi che avete la cosa o il tesoro più grande del mondo - ha fatto scrivere sull'avviso -. Mai ci pensiamo finché va tutto bene, ma quando perdiamo un figlio tutto cade su di noi e abbiamo un dolore talmente grande che non possiamo neanche immaginare. Quello che vi sto dicendo in queste poche parole non dovete prenderlo per un consiglio, ma dovete promettermi che sarà un obbligo per tutti coloro che hanno la fortuna di avere un figlio. Vi accorgereste che la perfezione o la bellezza non contano nulla, anche se io avevo un figlio speciale, l'ho appena perso. Voletegli sempre bene".

E' lo sfogo di un padre, di un uomo che ha capito come i segni del destino siano imperscrutabili e quanto sia difficile per tutti apprezzare fino in fondo la vita e la personalità di chi ci sta attorno. "Un padre ferito: il papà di Stefano" si è firmato. Un appello, questo, che ha rigettato la comunità nello sconforto, semmai qualcuno avesse già cominciato a dimenticare, uno scritto che risuona quasi a monito. Una cosa che ha voluto dire a tutti, perché sappiano sempre quanto vale la vita di un figlio.

Non so che dire, fatti come questi lasciano solamente impotenti...

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martedì, 27 maggio 2008

Che strano, solo ieri ho scritto il post precedente pensando in particolar modo ad un amico al quale tenevo moltissimo e che invece sta continuando il suo cammino ignorandomi. E questa sera, anzi, precisamente dieci minuti fa, ricevo una telefonata da una persona che non sentivo da tre anni. Qualche mail, gli auguri cortesi a Natale, Pasqua, compleanno, graditi, si, ma una telefonata è tutta un'altra cosa. Sono felice che mi ricordi ancora, che desideri vedermi, ho tanto da raccontare e da farmi raccontare. La prima sera libera per entrambi, cenetta leggera e molte, moltissime chiacchiere. Sono certa che mi troverò bene, che trascorrerò ore piacevoli, conosco la persona, speciale è dir poco. Evidentemente, come dice Tiberio Timperi, non è uno di quelli ai quali dire "Peggio per te".  

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lunedì, 26 maggio 2008
E' strano come a volte una frase possa far vedere le cose in modo diverso. Qualche giorno fa stavo ascoltando Tiberio Timperi che trasmetteva il suo programma quotidiano in radio. Bella musica intervallata, oltre che dalla solita noiosa pubblicità, da alcune riflessioni del conduttore. Questo il pensiero che mi ha fatto riflettere, narrato in prima persona da Timperi: "Io non inseguo nessuno, donna o uomo che sia, per amore, lavoro, amicizia, o altro...Non mi piace insistere, pregare, opprimere la gente. Mi considero un uomo intelligente, perciò se la persona con la quale vorrei continuare un rapporto non vuole la stessa cosa, bene, lascio che si allontani, che vada via. Se un giorno capirà cosa ha perso e vorrà tornare a relazionarsi con me, se sarò ancora disponibile, ben venga, in caso contrario PEGGIO PER LEI...."Queste le parole che mi hanno fatto riflettere e decidere che in alcuni casi anch'io posso dire PEGGIO PER TE e continuare per la mia strada senza più voltarmi indietro.
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sabato, 24 maggio 2008
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mercoledì, 21 maggio 2008

                                    GRAZIEHPIM5966Gli occhi son chiusi ma la felicità che contengono io riesco a vederla ugualmente.

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lunedì, 19 maggio 2008

"MI MANCA QUALCOSA IN CUI NON CREDO"

scrive Alessandra. Poche parole che rispecchiano lo stato d'animo di molte donne che, a volte, si fermano ad ascoltare la voce del loro cuore. 

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venerdì, 16 maggio 2008
Ieri sera ero a letto ma inspiegabilmente non riuscivo a prender sonno. Pensavo, la mia mente sembrava impazzita, i pensieri si soprapponevano, le immagini sfilavano dinnanzi ai miei occhi chiusi, nell'oscurità. Il sopravvento, tra questi pensieri che si accavallavano, lo prendeva il sapere delle persone. Quelle sole, troppe, che se durante il giorno riuscivano a superare questa loro solitudine, la sera, chiudendo la porta di casa, dovevano arrendersi all'evidenza. La solitudine può far piacere se scelta, se decisa, se dopo una giornata stressante, piena di impegni, è cercata. Ma quante donne, quanti uomini, si addormentano desiderando una presenza, una persona alla quale augurare la buonanotte, una testa sul cuscino accanto, un respiro che pian piano diventa lieve, regolato dall'oblio del sonno? Cosa vieta a queste persone sole di cercarsi, di incontrarsi, di "condividersi"?
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mercoledì, 14 maggio 2008

Questa la sua prima mail, mi è stata tradotta "quasi" alla perfezione. Mi pare valga la pena di leggerla, anche se io non l'ho ancora potuto fare come avrei voluto, visto che la traduzione non era esatta. Comunque, per chi vuole, è qui, da visionare.


My far friends,
finilly I'm writing! I'm terrible in keeping contacts, you know, and some of you probably are very engry... forgive me, and update me, time to time. Chiedo scusa per l'inglese, ma purtroppo raramente  crucchi, estoni & Co. parlano italiano...
It seems unbelievable, but I reached my project without to lose myself. I’m arrived in Maputo Sunday morning and in Chimoio Wendsday in the middle of the night. So, the first week is already done, with so different emotions. The real beginning, in fact, has not been very good. Not at all. The travel went perfectly, but my feelings were really bad. It's that I had a cultural shock, I think. Before to arrive to the airport in Maputo, I was just focus on organizing the travel and on doing everything in the proper way, so I was not thinking about Africa at all! It seems crazy, but it was exactly like this. As soon as I was on my way to Machava, I started to realize where I was, and I got shocked. From the window of Moises' taxi I saw Africa for the first time. Long the whole way, mountains of garbage are the borders of the street, and children are running on that rubbish. People walking slowly without shoes, women with heavy woods on the head, children carrying other children on the back. Dust and desolation everywhere. I felt so lost, during that trip. Lost and stupid too: what was I thinking to find? I start to reconsider what I chose to do, which reality I chose to face. Here is like to be in an other world, in an other time, and in the first days I got scared to find myself in this nightmare. And there was the "white situation" too... I'm always been conscious how lucky I am being white in a racist world, but I never felt myself white. But here... The people look at you like if you are special, like if you are... white. Everyone every time says to you "bom dia" like if it's their duty. Sometimes men that could be my father even take away the hat to say to me "boa tarde"! I felt so guilty of my skin, so shamed to be white. Every time that they were smiling to me I felt the colonization in these smiles, I felt the bloody history in such kindness for a young white stranger. During the trip acrossing Mozambique to reach Chimoio, the children that saw me where so excited to say "hi" with their hands, and was enough to smile to them to make their happy... and I felt shame of it. Isa told me that a girl asked her if also white people can get HIV! Too much... In these days, I felt so far from everything that I know, that I am, without any way to go back to my world. But... Now it's gone! Yes, it's finished! Already the first day in Chimoio everything was going better. I started to get use to this environment, and I thought very much about cultural differences, justice and being open mind. About life, let's say. I will not try to write my crazy thoughts; it's enough to say that I found again my passion, I'm again sure about my decision to work here. Now I love this red dust, I love to make children happy with a smile, I'm not disturbed anymore from my skin color. So, such long description of my first bed feeling was maybe too much, because that was just the first step. Now I'm ready to start my life here in the best way possible, and Chimoio is really a good place where to spend this year. Here there are many opportunity to work, nice DIs and curious students. We are in the bush but near to the city too, and the school is just a dream! The nature around is beautiful, the accommodation comfortable (we even have a shower!). Bobby seems to be a good leader to work together with, and I really want to start to get involved in the school activities. So, to reach the point of this e-mail..: EVERYTHING IS ALRIGHT! I wish you the same... Buondio, I LOVE THIS PLACE!!!

Boa sorte,

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martedì, 13 maggio 2008

Ieri era il mio compleanno. Ho ricevuto parecchi auguri, qualche regalo, pensieri molto graditi. Quello che più mi ha emozionato è stato il messaggio di mia figlia, ventiquattro anni, che si trova in Mozambico come volontaria. Alcuni di voi sono al corrente della sua scelta visto che ne avevo parlato in un vecchio post; poche parole, le sue, che io, conoscendola, comprendo fino in fondo.

AUGURI MAMMA! SPERO IL COMPLEANNO TI SIA GRADITO, E PORTI TANTE BELLE EMOZIONI. IO SONO FELICISSIMA, E VORREI TU POTESSI VEDERE QUESTO MONDO DIMENTICATO.. BACI.

L'emozione mi è arrivata, si, da lei....

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lunedì, 12 maggio 2008

OGGI E' IL MIO COMPLEANNO!!

ACCETTO AUGURI IN GRANDE QUANTITA'!!

VI PREGO, CHE SIANO CALOROSI.

GIA' IL FATTO DI DOVER ACCETTARE L'ANNO IN PIU' NON E' PIACEVOLISSIMO, CHE SIA ALMENO ALLIETATO DALLA CONDIVISIONE DI QUESTO GIORNO...

UN ABBRACCIO A TUTTI VOI, CON AFFETTO...

MARY.

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