Riporto la lettera scritta da mia figlia ad un giornale locale nella quale spiega le motivazioni che l'hanno spinta ad intraprendere il suo "particolare" viaggio. Non voletemene, sono per me emozioni forti che amo dividere con voi, se me lo concedete. Piccolo particolare, la lettera è stata pubblicata tre mesi fa, l'ha scovata mio figlio la scorsa settimana, cercando il Mozambico, su internet, per una ricerca d'esame.
Il desiderio è stato spingermi oltre il margine di quanto la società richiedesse ai miei semplici occhi, lontana da un lavoro inquieto, lontana da una calma apparente, per cercare, in questo villaggio globale, di oltrepassare un vero confine, la frontiera dell'altro, del diverso. Ho voluto sconvolgere integralmente e profondamente quello che era il mio orizzonte consueto, di provincia e orari, ed imbarcarmi per un viaggio in me che mi portasse oltre al semplice viaggiare, sino alla nascita di una diversa comprensione, di un punto di vista ulteriore e nuovo; sempre lasciando l'essere umano al centro, l'individuo, che cerca di arricchire la propria esperienza, il proprio essere, attraverso la condivisione ed il confronto con persone e culture diverse.
Ho scoperto Humana cercando un'associazione in internet, pista di perdite ed agganci, ed ho trovato quello che cercavo. Humana è una O.N.G. con una storia trentennale di lavoro in ormai più di trenta paesi nel mondo, con progetti volti a sostenere gli individui attraverso lo sviluppo delle realtà locali.
I progetti sono diversi, finalizzati a supportare istruzione, sanità ed infanzia, non in un'ottica di neocolonialismo al positivo, ma di interazione ed interscambio di semplici individui con un retaggio culturale diverso che si incontrano per scambiarsi le proprie conoscenze, le proprie energie ed idee.
Principale fonte di finanziamento di Humana è la raccolta di abiti usati, la metà dei quali viene rivenduta in paesi europei e nord americani ad attività che si occupano di tale commercio. Il ricavato di tali vendite viene ovviamente reinvestito nei progetti umanitari dell'associazione. Un'altra parte degli indumenti raccolti è destinata ad Africa, Asia e Sud America, dove viene rivenduta e non regalata, così da ridare linfa anche al commercio locale e da non creare un rapporto di dipendenza nei confronti dei paesi sviluppati. Infine parte degli abiti viene riservata alle emergenze umanitarie, e vi viene inviata a titolo gratuito. Questo era per chiarire che se vostro zio vi dice: "Ho cacciato il mio giaccone nel bidone di Humana e due mesi dopo l'ho ritrovato in vendita su una bancarella di Napoli" è perché è proprio questo l'iter seguito dall'associazione.
La scelta dunque. Sono partita per una delle molte scuole di preparazione sparse per la vecchia Europa. In un piccolo paese della Danimarca, ho svolto il corso di formazione per raccogliere i soldi e le esperienze necessari a rendere possibile il mio lavoro in Mozambico.
Sono diretta a Chimoio, Escola dos Profesoros do Futuro, per coloro cioè che diventeranno professori di scuole elementari nella aree rurali del Mozambico. Gli studenti della nostra scuola sono gli insegnati di domani. Otterranno tale riconoscimento dallo Stato del Mozambico e dalle centinaia di bambini che, per assenza di strutture ed insegnanti, senza di loro non avrebbero avuto accesso ad alcuna educazione.
E' un solo gradino, per me e per loro, ma ci avvicina all'orizzonte.
Se volete sapere qualcosa di più sulla possibilità di diventare volontari, vi rimando al sito della mia scuola di formazione: www.lindersvold.dk. Se volete sapere qualcosa di più su cosa significhi intraprendere questo viaggio, partite. Buona fortuna.
Il desiderio è stato spingermi oltre il margine di quanto la società richiedesse ai miei semplici occhi, lontana da un lavoro inquieto, lontana da una calma apparente, per cercare, in questo villaggio globale, di oltrepassare un vero confine, la frontiera dell'altro, del diverso. Ho voluto sconvolgere integralmente e profondamente quello che era il mio orizzonte consueto, di provincia e orari, ed imbarcarmi per un viaggio in me che mi portasse oltre al semplice viaggiare, sino alla nascita di una diversa comprensione, di un punto di vista ulteriore e nuovo; sempre lasciando l'essere umano al centro, l'individuo, che cerca di arricchire la propria esperienza, il proprio essere, attraverso la condivisione ed il confronto con persone e culture diverse.
Ho scoperto Humana cercando un'associazione in internet, pista di perdite ed agganci, ed ho trovato quello che cercavo. Humana è una O.N.G. con una storia trentennale di lavoro in ormai più di trenta paesi nel mondo, con progetti volti a sostenere gli individui attraverso lo sviluppo delle realtà locali.
I progetti sono diversi, finalizzati a supportare istruzione, sanità ed infanzia, non in un'ottica di neocolonialismo al positivo, ma di interazione ed interscambio di semplici individui con un retaggio culturale diverso che si incontrano per scambiarsi le proprie conoscenze, le proprie energie ed idee.
Principale fonte di finanziamento di Humana è la raccolta di abiti usati, la metà dei quali viene rivenduta in paesi europei e nord americani ad attività che si occupano di tale commercio. Il ricavato di tali vendite viene ovviamente reinvestito nei progetti umanitari dell'associazione. Un'altra parte degli indumenti raccolti è destinata ad Africa, Asia e Sud America, dove viene rivenduta e non regalata, così da ridare linfa anche al commercio locale e da non creare un rapporto di dipendenza nei confronti dei paesi sviluppati. Infine parte degli abiti viene riservata alle emergenze umanitarie, e vi viene inviata a titolo gratuito. Questo era per chiarire che se vostro zio vi dice: "Ho cacciato il mio giaccone nel bidone di Humana e due mesi dopo l'ho ritrovato in vendita su una bancarella di Napoli" è perché è proprio questo l'iter seguito dall'associazione.
La scelta dunque. Sono partita per una delle molte scuole di preparazione sparse per la vecchia Europa. In un piccolo paese della Danimarca, ho svolto il corso di formazione per raccogliere i soldi e le esperienze necessari a rendere possibile il mio lavoro in Mozambico.
Sono diretta a Chimoio, Escola dos Profesoros do Futuro, per coloro cioè che diventeranno professori di scuole elementari nella aree rurali del Mozambico. Gli studenti della nostra scuola sono gli insegnati di domani. Otterranno tale riconoscimento dallo Stato del Mozambico e dalle centinaia di bambini che, per assenza di strutture ed insegnanti, senza di loro non avrebbero avuto accesso ad alcuna educazione.
E' un solo gradino, per me e per loro, ma ci avvicina all'orizzonte.
Se volete sapere qualcosa di più sulla possibilità di diventare volontari, vi rimando al sito della mia scuola di formazione: www.lindersvold.dk. Se volete sapere qualcosa di più su cosa significhi intraprendere questo viaggio, partite. Buona fortuna.






